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	<title>Miki Monticelli</title>
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	<description>&#34;C’è qualcosa di più importante della logica: l’immaginazione&#34; - Alfred Hitchcock</description>
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		<title>Miki Monticelli</title>
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		<title>Farina, fili &amp; bulbi 1/2</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 08:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Fantastico secondo me]]></category>

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		<description><![CDATA[Primo post dell’anno 2012! Prima di tutto quindi buon anno&#8230; e poi: questo mese voglio iniziare le mie sparate considerando un argomento che potrebbe risultare utile per gli aspiranti scrittori che visitano ogni tanto questo blog. Gli altri pazientino un &#8230; <a href="http://mikimonticelli.wordpress.com/2012/01/17/farina-fili-bulbi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=1049&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Primo post dell’anno 2012! Prima di tutto quindi <em>buon anno</em>&#8230; e poi: questo mese voglio iniziare le mie sparate considerando un argomento che potrebbe risultare utile per gli aspiranti scrittori che visitano ogni tanto questo blog. Gli altri pazientino un po&#8217;.</p>
<p>In effetti molti di voi, ultimamente, mi hanno detto che scrivono e mi hanno anche fatto alcuni esempi di come procedono, chiedendomi qualche consiglio&#8230;</p>
<p>Ora: non sono la persona più adatta a cui chiedere<span id="more-1049"></span> anche perché dovreste considerare che, soprattutto nei lavori creativi, ciascuno procede come meglio crede e come più si addice al proprio carattere e modo di lavorare. Sono, appunto per definizione, lavori creativi. Che quindi necessitano di un po’ d’inventiva, anche per il metodo usato per procedere e risolvere problemi!</p>
<p>Tuttavia molto spesso quello su cui tutti lasciate cadere l&#8217;accento è che quando avete un’idea dovete scrivere tutto ciò che la riguarda <em>immediatamente</em>&#8230; divorati da una sorta di fuoco sacro. Alcune scene, l’intero libro&#8230; in ogni caso sembra che, forse terrorizzati dal rischio di perdere il filo della vostra idea, siate preoccupati di scrivere tutto e subito più che di come lavorarci su.</p>
<p>Così, con il solo e unico vantaggio di aver ultimato qualche lavoro, e dal mio personalissimo punto di vista (che deve sempre rimanere un punto di vista), vorrei farvi osservare alcuni dettagli sulla lavorazione a cui forse non avete fatto caso. Specializzandoci naturalmente nell’argomento che conosco un pelino meglio. Il fantastico e la scribacchiatura di intrattenimento in generale.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">a) A proposito del Fuoco Sacro (<em>alias</em> ‘Unza’)</span></p>
<p>Bello avere l’ispirazione, eh? Di certo senza non si scrive un libro, neppure viene l’idea, probabilmente. Nemmeno in senso romantico! Però&#8230; c’è un  <em>però</em> grosso come una casa con l’ispirazione. In genere infatti scrivere un racconto o un libro non è una cosa che possa effettivamente farsi e concludersi in un giorno o in una settimana, sull’onda della suddetta. Nemmeno se trascinati dal <em>fuoco sacro che più sacro non si può</em>! I casi in cui ciò avviene e il lavoro è effettivamente un capolavoro (o almeno un buon lavoro) si contano sulle dita di una mano. E ciò perché, pur con tutte le buone intenzioni del mondo, scrivere richiede tempo e riflessione. Spesso non si può farsi trascinare dall’attimo ‘ideale’ perché non si può dedicare al lavoro tutto il giorno e la notte (ma dovrete pur dormire e magiare e dedicare altro tempo a tipi di occupazioni meno nobili che qui non citerò), altre volte, ancor più spesso, perché se fate tutto e subito rischiate di dimenticare molto.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">b)  E allora come si fa?</span></p>
<p>Domanda lecita. A volte vi ho parlato delle idee e della storia che avete in mente come di fili di una tela che state tessendo, alla Penelope, insomma; oggi vi chiedo di provare a immaginare che la vostra idea sia una sorta di bulbo (di tulipano, magari). Ora, questa meravigliosa, promettente idea che avete ha scelto proprio la vostra testa e ne siete comprensibilmente fieri. Poiché, come si diceva, il primo elemento per scrivere un racconto o una storia è l’idea di base, avete già uno degli ingredienti fondamentali (oh, ecco un altro paragone&#8230; in cucina, stavolta) il che non è poco, credetemi. Ma, ecco il guaio, <em>non basta</em>. Per continuare con l’esempio del bulbo&#8230; non ne farete nulla se non lo piantate in terra buona e non gli date la giusta quantità d’acqua. Quello che vi interessa, infatti non è tenerlo allo stato di bulbo tutta la sua e vostra vita, no? Ma farlo sbocciare! Ergo dovete interrarlo nella stagione giusta (nel vostro caso annotarvi tutto) e&#8230; aspettare.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">c) Aspettare cosa&#8230;?</span></p>
<p>Aspettare che metta radici nella vostra testa e che vi trovi il materiale per svilupparsi e germogliare, intanto. Fertilizzandolo con un po’ di domande. Qualcosa che a un racconto fantastico non può mancare in effetti è l’ambientazione. Ora, a meno che non prendiate mondi inventati e creature già immaginate da altri, vi apprestate a mettere su carta (o bit) qualcosa che chi vi leggerà in seguito non conosce affatto e questo rappresenta il primo problema. Dovete creare un mondo che sia rotondo&#8230; non un fondale teatrale soltanto, immobile e attraversato dagli attori. Chi legge dovrebbe trovarsi immerso nel libro, il che significa che se guarda davanti vedrà ciò che voi avete messo in primo piano, ma se si volta non dovrà trovarsi sul palco scenico col pubblico alle spalle, ma sempre in quel mondo particolare. Come pure se guarda oltre le spalle degli attori non dovrà avere l’impressione di guardare un fondale dipinto. Questo significa farsi un sacco di domande sulla natura del vostro mondo fantastico o fantascientifico e sulla sua storia e sull’universo di perché certe cose vadano così o cosà. Il che poi non significa dobbiate metterle tutte nel libro&#8230; ma serviranno a voi anche per definire personaggi e ambientazioni e reazioni a questo e a quello. Come immaginerete ciò prenderà già tempo di per sé. Molto tempo.</p>
<div>
<p>E poi?</p>
<p>Di questo parliamo la prossima volta, che dite? Intanto magari vi ho dato già qualcosa su cui provare a contraddirmi! Alla prossima!</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mikimonticelli.wordpress.com/1049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mikimonticelli.wordpress.com/1049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mikimonticelli.wordpress.com/1049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mikimonticelli.wordpress.com/1049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mikimonticelli.wordpress.com/1049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mikimonticelli.wordpress.com/1049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mikimonticelli.wordpress.com/1049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mikimonticelli.wordpress.com/1049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mikimonticelli.wordpress.com/1049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mikimonticelli.wordpress.com/1049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mikimonticelli.wordpress.com/1049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mikimonticelli.wordpress.com/1049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mikimonticelli.wordpress.com/1049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mikimonticelli.wordpress.com/1049/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=1049&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Ispettore Pym e gli Auguri di Natale</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 07:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pepite]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciò che quest’oggi mi appresto a fare è riportare un altro pregevole stralcio ‘giornalistico’ risalente al lontano 1832 che riferisce uno degli incredibili casi dell’Ispettore Pym. Con esso vorrei porgervi i miei più sentiti e calorosi auguri per un bellissimo &#8230; <a href="http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/12/20/lispettore-pym-e-gli-auguri-di-natale/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=1027&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che quest’oggi mi appresto a fare è riportare un altro pregevole stralcio ‘giornalistico’ risalente al lontano 1832 che riferisce uno degli incredibili casi dell’Ispettore Pym. Con esso vorrei porgervi i miei più sentiti e calorosi auguri per un bellissimo Natale e uno splendido 2012, anche perché, per l&#8217;appunto, il caso riguarda dei &#8217;biglietti&#8217; in qualche modo &#8216;augurali&#8217;&#8230; ma non vorrei dirvi troppo. A presto!</p>
<p><strong>Titolo: Il Caso dei Misteriosi Messaggi d’Auguri</strong></p>
<p><em>“Ancora nessuna notizia filtra a proposito delle indagini in corso sui surreali biglietti <span id="more-1027"></span>ricevuti in numero sempre maggiore in questi giorni dalla nostra cittadinanza. Con l’approssimarsi delle Feste Natalizie, infatti, molti cittadini hanno iniziato a ricevere cartoncini recanti allegri disegni di tema festivo e contenenti tuttavia messaggi di pessimo gusto quali ‘Vi possano rimanere le dita nello schiaccianoci’, ‘Possiate rompervi un dente mangiando il torrone’, ‘Che la vostra illustre sposa finisca i vostri amati denari spendendo ogni singolo centesimo in pellicce e brioches farcite’, ‘Che vi possano cedere le bretelle mentre camminate lungo il corso principale nell’ora di punta’ e così via. Pensando ad uno scherzo di cattivo gusto inizialmente nessuno aveva sporto denuncia, finché il direttore del Museo di Storia Antica, illustrissimo professor W, non ha ricevuto un biglietto di cui ci è tuttora sconosciuto il contenuto ma che lo ha indotto a rivolgersi subito all’Ispettore Pym.</em></p>
<p><em>A seguito della notizia dell’apertura delle indagini, frotte di cittadini indignati hanno preso d’assalto il commissariato, lasciando quali indizi i biglietti ricevuti e le buste nei quali erano giunti a destinazione.</em></p>
<p><em>Fonti attendibili ci informano che né sulle buste né sui biglietti così maneggiati, è stato possibile reperire impronte digitali né indizi particolari, malgrado alcuni recassero macchie di marmellata di lamponi. Tuttavia l’ispettore sembra seguire una interessante pista a proposito dei francobolli usati per la spedizione. Sebbene i timbri postali sulle buste indichino che sono stati spediti dalle più varie zone della periferia, i francobolli farebbero tutti parte degli stessi fogli, acquistati in blocco circa sei settimane fa alle Poste Generali.</em></p>
<p><em>Nessuno degli impiegati da noi intervistati in loco ha saputo però ricordare un particolare cliente che avesse acquistato fogli interi di francobolli sei settimane fa; purtuttavia l’Ispettore Pym, da noi seguito questa mattina, si è recato alle Poste Generali e vi è a lungo rimasto, interrogando tutti i dipendenti. A quanto abbiamo saputo in seguito sembrerebbe che egli sospetti di qualcuno di loro. In effetti avrebbero avuto opportunità e mezzi per diffondere posta impropria, tuttavia sfugge la ragione per cui i dipendenti delle poste avrebbero dovuto prendersi gioco dei cittadini più in vista in questo modo.</em></p>
<p><em>[...dal giornale di due giorni dopo...]</em></p>
<p><em>Trova finalmente conferma la supposizione di ieri che il caso dei misteriosi biglietti d’auguri sia stato risolto. Secondo la ricostruzione degli eventi che l’Ispettore Pym, incaricato del caso, ha reso nota questa mattina i biglietti sarebbero stati una gigantesca operazione di diversione appositamente studiata per nascondere contenuto e reale mittente di uno dei suddetti biglietti, quello inviato al direttore del Museo. E del cui contenuto nemmeno oggi l’Ispettore ha voluto renderci partecipi. A quanto ci è stato riferito l’intera faccenda avrebbe origini familiari non meglio specificate che il nostro giornale è stato tuttavia pregevolmente in grado di ricostruire.</em></p>
<p><em>Parrebbe che l’illustrissimo professor W, padre devoto di una giovane e radiosa quanto intraprendente fanciulla, si fosse rifiutato di concederne la mano a un giovane che non riteneva all’altezza. Per questa ragione, e dimostrando così giustificati i dubbi del padre, egli avrebbe inviato per vendetta un biglietto quanto mai oltraggioso al suo indirizzo presso il Museo. Aperto (con qualche giorno di ritardo) dalla anziana e contegnosa segretaria, che a quanto abbiamo saputo svenne dandogliene lettura, il Direttore si sentì costretto a sporgere denuncia per le minacce ricevute presso le autorità, nonostante gli altri biglietti che pervenivano in quegli stessi giorni alla cittadinanza tutta, poiché il suo appariva particolarmente sgradevole.</em></p>
<p><em>A quanto siamo riusciti a ricostruire, appena saputo dello sconsiderato atto compiuto dal giovane spasimante per vendetta, allo scopo di evitargli un danno ancora peggiore o forse pensando di poter ancora convincere il padre ad accettarlo, la figlia del Direttore aveva infatti pensato di rendere indistinguibile dagli altri il biglietto minatorio rivolto al proprio padre mescolandolo a centinaia di altri simili. Per tale scopo si era dunque impegnata a sommergere la cittadinanza di biglietti male-auguranti, usando per spedirli la propria cameriera personale e i francobolli acquistati dal Museo in numerosi fogli (e che avrebbero dovuto essere utilizzati per spedire gli inviti alla Festa Natalizia organizzata nelle sale egizie, una delle tracce, questa, che ha reso possibile la risoluzione del caso). </em></p>
<p><em>Interrogato su come avesse risolto il busillis, l’Ispettore Pym ha rivelato che, notato il particolare dei francobolli è stato semplice rendersi conto  che quello sul biglietto per il direttore proveniva da un foglio diverso dagli altri. Inoltre, a un’analisi attenta, la scrittura del biglietto inviato al Direttore e di quelli inviati agli altri risultava avere alcune indicative differenze. Infine il testo appariva vieppiù disuguale e minaccioso di quelli scritti a bella posta dalla fanciulla innamorata.</em></p>
<p><em>Risolto il caso restano alcuni interrogativi di ordine romantico. In seguito alle sconcertanti scoperte, pare che il Direttore del Museo abbia ritenuto di ritirare la denuncia e rimborsare il costo dei francobolli rubati dalla figlia, tuttavia l’ha inviata presso una lontana parente, per tenerla al sicuro dal pericoloso individuo che così cattiva influenza aveva su di lei. Possiamo quindi concludere questo resoconto osservando come nascondersi dietro ‘falsi’ messaggi e &#8216;falsi&#8217; mittenti’ abbia portato scarso giovamento ai due giovani innamorati.</em></p>
<p><em>Confidando di aver tranquillizzato i lettori circa i misteriosi biglietti, li assicuriamo che li terremo informati delle ulteriori insolite indagini dell’ispettore Pym”.</em></p>
<p><em> <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </em></p>
<p>PS: Non credo che nel 1832 l&#8217;indagine dattiloscopica fosse in uso, tuttavia era un riferimento troppo ghiotto da fare per il lettore moderno&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mikimonticelli.wordpress.com/1027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mikimonticelli.wordpress.com/1027/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mikimonticelli.wordpress.com/1027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mikimonticelli.wordpress.com/1027/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mikimonticelli.wordpress.com/1027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mikimonticelli.wordpress.com/1027/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mikimonticelli.wordpress.com/1027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mikimonticelli.wordpress.com/1027/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mikimonticelli.wordpress.com/1027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mikimonticelli.wordpress.com/1027/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mikimonticelli.wordpress.com/1027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mikimonticelli.wordpress.com/1027/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mikimonticelli.wordpress.com/1027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mikimonticelli.wordpress.com/1027/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=1027&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Confronti Utili</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 08:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Fantastico secondo me]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi sarete certo accorti che quando si parla di fantasy in Italia si finisce spesso per parlare solo di libri per ragazzi, come se il legame fosse naturale (e forse lo è) e non esistessero sul mercato temi fantasy trattati con &#8230; <a href="http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/12/06/confronti-utili/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=1014&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi sarete certo accorti che quando si parla di fantasy in Italia si finisce spesso per parlare solo di libri per ragazzi, come se il legame fosse naturale (e forse lo è) e non esistessero sul mercato temi fantasy trattati con piglio diverso, per un pubblico adulto (cosa che non è). Vista poi la moda, al momento, per un osservatore distratto <em>fantasy</em> parrebbe significare principalmente <em>paranormal romance</em> (se vi piace la terminologia che divide in angoli monocromatici le librerie) e quindi lettori adolescenti. Ormai sapete la mia opinione in merito, ma non vi ho mai fatto esempi pratici&#8230; cosa a cui mi appresto a rimediare se avete voglia di pazientare molto e leggervi un mare di citazioni.<span id="more-1014"></span></p>
<p>Ecco infatti a seguire una sorta di quiz per voi fatto solo di, appunto, citazioni di brani presi da libri, non solo fantastici o di SF, ma anche di gialli ecc ecc. Si tratta volutamente di <span style="text-decoration:underline;">brani descrittivi e generici</span>, non punti in cui si descrivono avvenimenti clou, ma punti che normalmente leggereste senza neppure troppa attenzione, magari sbadigliando in poltrona; tuttavia in questi punti che potreste considerare quasi “inutili” (e non lo sono) si vede ugualmente l’indole narrativa di chi li ha scritti. Si capisce il tenore del libro e il perché chi ha curato il testo ha deciso di mantenerli, non di buttarli; ma si capisce anche cosa il pubblico ha gradito, magari inaspettatamente. Si capiscono tante cose.</p>
<p>Bè, chiaramente, la lista che segue è ciclopica (non comprende però tantissimi libri che avrei dovuto e voluto citare, né saghe nonché cose più impegnative) e non posso aggiungere altro perché non finireste più di leggere&#8230; se ne avete voglia quindi (se non ne avete saltatele a piè pari, saltate la parte colorata) date un’occhiata alle citazioni, vedete cosa vi piace e perché, poi considerate chi ha scritto il libro, a chi lo ha indirizzato come linguaggio lo scrittore e, perché no, anche l’editore; considerate il successo che ha avuto e che ha oggi (sono tutti libri di successo, vecchi e nuovi che prima o poi, a seconda della vostra età e dei vostri interessi, vi consiglio di leggere), chiedetevi perché piace e considerate come sembra a voi quel modo di raccontare, di per sé, senza considerare la trama, che magari conoscete e magari no. Potreste fare scoperte interessanti se siete giovani lettori o riscoprire cose lette molto tempo fa se non siete più così giovani, ma a voi sta il giudizio. Dall&#8217;autore e dal titolo capirete subito se è una lettura adulta o da ragazzi.</p>
<p>Come sempre riporto tutti gli estremi e i dati del libro da cui le citazioni sono prese; magari, essendo nella mia biblioteca da tanto ora ce ne sono nuove versioni, ma li potete trovare comunque!</p>
<p>Il punto è: cosa chiediamo a questi scrittori e perché ci piacciono? E cosa possiamo imparare da loro? Anche dai punti meno indicativi della loro prosa?</p>
<blockquote><p><span style="color:#339966;">“<em>Appena lasciarono le alte siepi a est delle sue terre cintate, volsero a nord e poi piegarono a nord-est. Seguendo i suoi consigli non si diressero più verso la strada principale che portava alla foresta passando a sud del suo territorio. Se avessero passato il valico prescelto in origine, il sentiero li avrebbe condotti a un rivo che scendeva dalle montagne per affluire nel Grande Fiume diverse miglia a sud della Carroccia. In quel punto c’era un guado profondo che avrebbero potuto passare se avessero avuto ancora i pony e sull’altra riva una pista portava ai margini del bosco e all’inizio della vecchia strada della foresta” <strong>J.R.R. </strong></em><strong>Tolkien</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Lo Hobbit o La Riconquista del Tesoro, Tascabili Bompiani</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Bobby non si rese subito conto delle conseguenze immediate che avrebbe avuto la sua avventura. Il mattino seguente andò a Londra, da un amico che aveva intenzione di aprire un garage e gli aveva proposto di mettersi in società con lui. Due giorni dopo, prese il treno delle undici e trenta per tornare a casa. Lo prese per un pelo. Quando arrivò a Paddington, l’orologio segnava le undici e ventotto. Scese a precipizio le scale, riemerse sul marciapiede n° 3 mentre il treno stava partendo e saltò sul primo vagone che gli passò davanti, incurante delle proteste dei controllori e dei facchini”. </em><strong>Agatha Christie</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Perché non l’hanno chiesto a Evans?, Oscar Mondadori</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;"><em>“La tranquilla abitazione del dottor Manette era in un tranquillo cantuccio non lontano dalla piazzetta di Soho. Nel pomeriggio d’una bella domenica, dopo ch’erano passate le ondate di quattro mesi sul processo d’alto tradimento, trasportandolo, quanto all’interesse pubblico e al ricordo, in alto mare, il signor Jarvis Lorry se ne andava per le assolate vie di Clerkenwell, dove abitava, verso la casa del dottore, dov’era invitato a desinare”</em>. <strong>Charles Dickens</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Le due città, TEN – Tascabili Economici Newton</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;"> “<em>Sarebbe dovuto essere molto semplice seguire il felino fino allo sbocco del vicolo, raggiungerlo e, se non proprio catturarlo, almeno tenerlo a bada in attesa che arrivasse la polizia. O non perderlo di vista se non altro. Ma non fu così. In quell’ora di crepuscolo, la visibilità era ancora discreta, pur con la luce tinta di blu. E il tragitto da percorrere era abbastanza breve. Non solo, ma i più audaci tra gli uomini che avevano circondato Kiki, al Globo, si erano lanciati quasi subito all’inseguimento, con Manning in testa” </em><strong>Cornell Woolrich</strong>, <span style="text-decoration:underline;">L’alibi nero, Mondadori – I classici del giallo 7</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Non era molto che stavo seduto quando un uomo di una certa venerabile robustezza entrò, e immediatamente richiudendosi sulle sue spalle la porta sbattuta dalla bufera, una rapida occhiata riguardosa di tutta la congregazione attestò a sufficienza che questo bel vecchio era il cappellano. Sì, era il famoso padre Mapple, così chiamato dai balenieri, dei quali era un grande favorito. In giovinezza egli era stato marinaio e ramponiere ma ormai da molti anni dedicava la sua vita al ministerio” </em><strong>Herman<em> </em>Melville</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Moby Dick o la Balena – Traduzione di Cesare Pavese, Adelphi</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Tutte le stanze erano chiuse, come aveva detto la signora Medlock, ma dopo molti tentativi trovò finalmente una maniglia che si muoveva. Ebbe quasi paura quando si accorse che la maniglia girava senza difficoltà e che la porta cedeva lentamente. Era una porta massiccia che si apriva su una grande stanza con dei tendaggi ricamati alle pareti e dei mobili intarsiati. Un’ampia finestra coi vetri a formelle guardava la landa. Sopra la mensola del caminetto era appeso il ritratto di quella stessa bambina pallida che aveva visto nella galleria e che sembrava fissarla con la stessa curiosità” </em><strong>Frances E. Burnett</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Il Giardino Segreto, DeAgostini</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Il giorno era ancora giovane quando raggiunsi la fonte. Mi avvicinai cautamente, ma il naso e gli occhi mi dicevano che per fortuna era deserta. Sapevo di non poter contare che rimanesse a lungo così.  Era una stazione per carovane. La mia prima azione fu di bere a sazietà. Poi mi concessi il lusso di preparare il mio fuocherello, scaldare un pentolino d’acqua e aggiungere lenticchie, fagioli, grano e carne affumicata. </em><strong>Robin<em> </em>Hobb</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Il Viaggio dell’Assassino, Fanucci</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Il giorno dopo riconobbero ovunque i segni di una sorveglianza più stretta. Il professor Vitious stava insegnando alle porte principali a riconoscere Sirius Black da una grossa foto; Gazza andava su e giù per i corridoi a inchiodare assi dappertutto, dalle minuscole crepe nelle pareti alle tane di topo. Sir Cadogan era stato licenziato. Il suo ritratto era stato riportato su al solitario pianerottolo del settimo piano e la Signora Grassa era tornata. Era stata restaurata da mani esperte ma era ancora molto nervosa e aveva accettato di tornare al lavoro solo con la garanzia di una protezione speciale.” </em><strong>J.K.<em> </em>Rowling</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, Salani</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;"> “<em>A una notte di pioggia era succeduta una mattinata radiosa e la distesa della brughiera costellata dai cespugli luminosi delle ginestre in fiore, appariva ancora più bella dopo il grigiore monotono e deprimente dello scenario londinese. Holmes e io camminavamo lungo l’ampia strada bianca respirando l’aria fresca del mattino, godendoci il canto degli uccelli e il fresco profumo della primavera. Dalla cima di una salita al margine di Crooksbury Hill si scorgeva la massa cupa della Hall che spuntava tra le antiche querce che, malgrado la loro età, erano più giovani dell’edificio cui facevano corona”. </em><strong>Arthur Conan Doyle</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Il ritorno di Sherlock Holmes – L’avventura della ciclista solitaria, Newton Compton</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Nel pomeriggio il sole prese a batter loro in pieno viso, né c’erano alberi per stare all’ombra. Così al cadere della sera Dorothy, Totò e il Leone erano stanchi morti e dovettero sdraiarsi sull’erba. Si addormentarono, mentre il Boscaiolo di Stagno e lo Spaventapasseri facevano la guardia. Ora, la perfida Strega dell’Ovest aveva un occhio solo, ma questo era potente come un telescopio e riusciva a vedere dappertutto. Così, mentre se ne stava seduta sulla porta del suo castello, voltandosi per caso, vide Dorothy che giaceva addormentata con tutti i suoi amici intorno”. </em><strong>L. Frank Baum</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Il Mago di Oz – I Delfini – Fabbri Editori</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Fuori li attendeva un pick-up impolverato, parcheggiato al sole, accanto a una tettoia di lamiera. Il furgone era carico di sacchi di cemento e gli scaffali sotto la tettoia erano vuoti. Jack si tolse la giacca e la posò sul cofano del veicolo. I sacchi erano di carta pesante ma, grazie alla sua esperienza con la squadra delle piscine, lui sapeva che, se li avesse presi con due mani nel mezzo, si sarebbero piegati su se stessi e, di conseguenza, si sarebbero rotti. Avrebbe dovuto posare un palmo sull’angolo e sollevarli con una mano sola. Ciò gli avrebbe anche evitato di sporcarsi la camicia nuova”. </em><strong>Lee Child</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Trappola mortale, TEA</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Poi mi avvidi che il giardino si stava riempiendo  della Bianca nebbia dell’alba. Sir James stava  risalendo l’altura a grandi passi, con in mano una bottiglia e un bicchiere. Gli altri due lo seguivano, sorseggiando il vino. Nessuno di loro parve accorgersi del terrificante stendardo, ma videro benissimo il prato vicino al cancello: la rugiada macchiata di verde e l’erba calpestata nelle impronte scure, nei segni di zoccoli e nelle orme di enormi zampe artigliate. Accorsero e guardarono</em>”. <strong>Diana Wynne Jones</strong>, <span style="text-decoration:underline;">La congiura di Merlino, Salani</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Il treno ripartì con uno sferragliamento composto in parti uguali da profondi, laceranti raschi e da cigolii acuti e stridenti. L’intero sistema ferroviario della città di Portland aveva soltanto quindici anni, ma era stato costruito in fretta, con materiali scadenti, nel corso – e non prima – del crollo dell’economia automobilistica. Anzi, proprio a Detroit erano state costruite le carrozze, e, sia per la durata sia per il rumore, denunciavano chiaramente la loro origine. Orr, animale urbano e viaggiatore di metrò, non prestava orecchio allo sconvolgente frastuono, sia perché (malgrado i suoi trent’anni) le terminazioni nervose dei suoi organi dell’udito erano già notevolmente ottuse, sia perché quel fracasso non era altro che il normale accompagnamento sonoro dell’incubo</em>”. <strong>Ursula K. Le Guin</strong>, <span style="text-decoration:underline;">La Falce dei Cieli, Nord</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Il ponte levatoio era ancora alzato, bloccando l’accesso, ma alla sua destra, dove il castello si delineava confusamente nella nube di fumo oltre il fiume, il fragore e le grida della battaglia si andavano già attenuando. Beringar avrebbe dovuto attendere ancora prima di potersi dedicare alla ricerca della sua promessa sposa, ma entro un’ora, se aveva bene interpretato i segni premonitori, il ponte sarebbe stato abbassato, consentendogli così di entrare a Shrewsbury. Se ne andò dunque tranquillamente a pranzare. Non c’era fretta”. </em><strong>Ellis Peters</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Un cadavere di troppo, TEA</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;"> “<em>Sulla strada celere c’era la solita folla: i passeggeri in piedi sui livelli inferiori e quelli con diritto a sedere sui superiori. Un fiume continuo di umanità abbandonava la strada per abbordare i nastri locali o le uscite che, mediante ponti e arcate, immettevano negl’infiniti labirinti dei settori cittadini. Dalla parte opposta un flusso altrettanto continuo di viaggiatori saliva sulla strada sfruttando i nastri acceleratori. C’erano luci infinite: pareti luminose, volte che sembravano sgocciolare una fredda fosforescenza, insegne lampeggianti che attiravano l’attenzione, lo splendore crudo e uniforme delle ‘lucifere’ che indicavano DIREZIONE PER IL JERSEY, SEGUIRE LE FRECCE PER LA NAVETTA DELL’EAST RIVER, LIVELLI SUPERIORI PER I SETTORI DI LONG ISLAND”. </em><strong>Isaac Asimov</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Abissi d’Acciaio, Oscar Mondadori</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>In un certo senso, così diventava tutto più facile. Coraline entrò nella parodia rosa e verde della sua stanza. Chiuse la porta e la bloccò con la scatola di giocattoli; non avrebbe di certo impedito a nessuno di entrare, ma il rumore che avrebbero fatto se avessero tentato di spostarla l’avrebbe di certo svegliata, o così sperava. I giocattoli nella scatola dormivano quasi tutti ma si girarono nel sonno e mormorarono qualcosa, quindi si riaddormentarono. Coraline controllò sotto il letto per vedere se ci fossero i ratti ma non c’era niente. Si tolse la vestaglia e le pantofole, si mise a letto e si addormentò, senza avere il tempo di riflettere su cosa intendesse dire il gatto quando aveva parlato di una sfida</em>” <strong>Neil Gaiman</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Coraline, Oscar Mondadori</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Si fermò, mordendosi selvaggiamente il labbro. No, quello era il vecchio sistema. Era il sistema infantile, l’atteggiamento di chi dice ‘punirò il mondo morendo’. Aveva bisogno d’acqua. Nel ditale c’era l’unica acqua disponibile. O riusciva a prenderla oppure sarebbe morto e nessuno sarebbe stato più saggio o più stupido o peggiore per questo. Digrignando i denti, camminò intorno, in cerca di sassolini”</em>. <strong>Richard Matheson</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Tre millimetri al giorno, Fanucci </span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Erano le nove del mattino e il tempo non prometteva nulla di buono. Pencroff  strappò dal primo albero due robusti rami e ne fece dei randelli, che Herbert appuntì affilandone un’estremità alla roccia. Ah, che cosa avrebbe pagato per avere un coltello!  Per non smarrirsi seguirono la sponda del fiume, spesso ostacolati da rami bassi, da liane o da cespugli spinosi. Era una foresta di conifere, simili a quelle della costa nord-occidentale dell’America, e di stupendi abeti alti fino a cinquanta metri. Purtroppo nessuno produceva frutti commestibili” </em><strong>Jules Verne</strong>, <span style="text-decoration:underline;">L’Isola Misteriosa, DeAgostini Classici</span>.</span></p>
<p><span style="color:#339966;"><em>“L’accelerazione della </em>Shooting Starr<em> cresceva con l’aumento della velocità. Bigman e Lucky erano incollati alle poltrone diamagnetiche e la pressione si esercitava uniformemente sulla superficie dei loro corpi. La concentrazione di ossigeno nella cabina era controllata dai purificatori d’aria sensibili all’accelerazione e consentiva di respirare meno profondamente pur senza rischiare la cianosi. Le tute-g che indossavano entrambi[...]erano leggere e non impacciavano i movimenti, ma sotto la tensione causata dall’aumento di velocità si irrigidivano e impedivano che le ossa, in particolar modo la spina dorsale, venissero danneggiate” </em><strong>Isaac Asimov</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Lucky Starr e i pirati degli asteroidi, Oscar Mondadori</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;"> “<em>Ma, percorsi i soliti ottanta chilometri, ci sentimmo molto meno su di giri. La notte era stata interminabile, la giornata lo fu ancora di più. Zim ci diede una lavata di testa perché lo schieramento non manifestava un aspetto marziale. Diversi capipattuglia si beccarono una punizione per non essersi fatti la barba nei nove minuti d’intervallo tra il ‘Rompete le righe!’ dopo la marcia e l’’In riga!’ per la rivista. Quella sera molte reclute diedero le dimissioni. Anch’io ci pensai, ma rimasi per via di quegli stupidi galloni che fino ad allora nessuno mi aveva ancora tolto”.</em> <strong>Robert A.<em> </em>Heinlein</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Starship Troopers, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>E per un terribile momento Atreiu fu colto dal dubbio che Ygramul lo avesse dopotutto ingannato, perché quando tornò in sé, si ritrovò ancora nel Deserto di Pietra. Si sollevò a fatica. E in quel momento s’avvide che era sì in una selvaggia terra montagnosa, ma del tutto diversa. Il paesaggio pareva fatto tutto di grosse lastre di roccia di un color rosso ruggine, ammucchiate una sull’altra e disposte in modo da formare ogni sorta di singolarissime torri e piramidi. Tra l’una e l’altra il terreno era coperto di erbe e bassi cespugli. Su tutto regnava una calura soffocante. Quella terra era immersa in una radiosa, addirittura violenta luce solare che accecava</em>”. <strong>Michael Ende</strong>, <span style="text-decoration:underline;">La Storia Infinita, TEA</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;"> “<em>Il vetro colorato non era né vetro né plastica, ma una sostanza spessa e trasparente che al tocco sembrava dura come le pietre circostanti. E la finestra non era composta da una serie di pannelli; i colori roteavano, cambiavano sfumatura, si fondevano e si mischiavano l’uno all’altro come olio sull’acqua. Ho tolto dallo zaino la torcia elettrica, ho toccato un battente e, quando l’alto portale si è mosso verso l’interno senza il minimo attrito ho avuto un attimo di esitazione. Sono entrato nel vestibolo (non c’è altra parola per definirlo) ho attraversato lo spazio silenzioso di dieci metri e mi sono fermato davanti a un secondo muro fatto del medesimo materiale simile al vetro colorato che in quello stesso momento sfolgorava  dietro di me e riempiva il vestibolo di una luce densa di un centinaio di sfumature”. </em><strong>Dan Simmons</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Hyperion, Fanucci</span>.</span></p>
<p><span style="color:#339966;">“<em>Quando, il mattino seguente, salii sul ponte, l’aspetto dell’isola era del tutto cambiato. Benché la brezza fosse svanita del tutto, avevamo percorso un lungo cammino durante la notte, e ci trovavamo ormai in una zona dove non tirava un alito di vento, a circa mezzo miglio a sud della bassa costa orientale. Boscaglie grigiastre coprivano gran parte della superficie; nella zona più bassa questa tinta uniforme era interrotta da strisce di sabbia gialla e da una quantità di alberi altissimi, della famiglia dei pini, che sovrastavano gli altri, talvolta isolati, talaltra a gruppi, ma in genere il colore era monotono e triste</em>” <strong>Robert Louis Stevenson</strong>, <span style="text-decoration:underline;">L’isola del tesoro, BUR</span></span></p>
<p><span style="color:#339966;"> “<em>Quando il sole tramontò, lui si accampò presso la pista e si preparò una cena frugale, ascoltando lo scoppiettio del fuoco, mentre si metteva in bocca il cucchiaio e masticava pensieroso il boccone. Era stata una giornata non diversa dalle altre trenta, con molte fosse uguali e precise scavate nelle ore dell’alba, le sementi gettatevi, l’acqua portata dai canali luccicanti. Ora, con una stanchezza di ferro nelle membra esili, l’uomo giaceva disteso a guardare il cielo scolorar da una tenebra all’altra” </em><strong>Ray Bradbury</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Cronache Marziane, Oscar Mondadori</span>.</span></p>
<p><span style="color:#339966;"> “<em>Ma i minuti passarono, sempre più lunghi, e nessuno apparve. Non s’udiva un solo rumore. Come se il castello fosse disabitato, e i due uomini che li avevano fatti entrare fossero fantasmi. L’ombra veniva conquistando il salone. Ormai nevicava fitto e faceva sempre più freddo. – Che posto è questo? – mormorò Cristiano guardandosi attorno. Udilla, che aveva fino a quel momento tenuto la destra sulla fronte gelida di ser Galvano, si alzò e disse risoluta: – Vado a vedere</em>”. <strong>Mino Milani</strong>, <span style="text-decoration:underline;">Udilla, Fabbri Editori</span></span></p></blockquote>
<p>Bene. Siete ancora lì?</p>
<p>Che idea vi siete fatti delle narrazioni &#8216;per ragazzi&#8217; confrontate a muso duro con le altre? Detto chiaro da chi scrive libri per ragazzi vi dirò: ha senso basarsi su nette distinzioni ma non si può certo farsi condizionare da questo. Da lettrice posso osservare senza problemi che, già mantenendoci sullo spartiacque ampio e vario del libro di intrattenimento, non si possono non riconoscere le differenze esistenti tra alcuni fantasy (per ragazzi) e altri (non per ragazzi). Non riguardano solo gli argomenti trattati (che qui non sono comparsi) ma il come vengono esposti. Il che ci porta a numerose considerazioni, molte delle quali riguardano le innumerevoli letture fatte da chi li ha scritti, le incalcolabili ore di lavoro passate davanti al foglio/pc, gli innumerevoli anni di ‘apprendistato’ (che, non spiace affatto dirlo, se volete scrivere non finisce mai&#8230; mettetevi l’animo in pace. Studiare tanto ci serve per imparare, il che significa farci rendere conto di quanto ancora non sappiamo&#8230; ci apre nuove frontiere ma ci costringe a studiare e sperimentare ancora e ancora, quello è il bello).</p>
<p>Quindi forse il punto è&#8230; cosa cerchiamo nei libri che leggiamo? E cosa ce li fa categorizzare in un ambito piuttosto che in un altro? Perché, se c&#8217;è una strega pensiamo che il libro sia per ragazzi e se c&#8217;è un investigatore che sia per &#8216;grandi&#8217;?</p>
<p>In effetti spesso il fantasy viene etichettato così e non c&#8217;è da stuipirsene, solo da prenderne atto. Ma ogni libro è definito da qualcosa di cui molti sembrano disinteressarsi e che però passa attraverso la storia e il modo di raccontarla. Lo stile e la profondità dipendono dalla strada che si fa per arrivare al risultato. Scrivendolo e correggendolo: lavorandoci su, insomma. Per chi scrive (perché solo questo aspetto io posso conoscere un po&#8217; meglio) ciò non significa aver letto solo i maestri del genere, ma anche ciò che loro hanno letto ed essere capaci di riconoscere i modelli che li hanno ispirati per poi scegliere in che modo e se farsene ispirare. Romanzi cavallereschi, epos e miti delle più varie culture, nordiche e non, ma anche altro. Storia, ad esempio. Visto poi che ultimamente viene presentata come fantascienza una fetta sempre più alta di quello che a me pare piuttosto ‘fantasy non tolkieniano’, allora possiamo inserire nel discorso anche questo. Se si parla di SF si possono considerare altri punti di approccio – ci sono infinite varianti della SF, dalle ucronie alla fantascienza psicologica e filosofica, se continuano a piacervi le categorizzazioni. A me piace la fantascienza tecnologica, ad esempio, quindi scavare nelle possibilità previste e impreviste dalla scienza ma soprattutto dalla tecnica, dando visioni alternative che si perdono anche in pseudo-dettagli. La &#8217;documentazione&#8217; quindi sarà ispirata alla ‘tecnica’ e così via. Ma è nel modo di raccontare la storia, qualunque essa sia e da qualsiasi presupposto parta, che si produce la dicotomia tra lettori più o meno <em>specializzati</em>.</p>
<p>A questo punto, dopo tutte le citazioni, ditemi: come può il fantasy o la SF, qui mescolati ad altri generi come il giallo (Christie, Child, Woolrich) o lo storico (anche giallo per la Peters&#8230;), essere così tanto riconoscibile dal resto? O declinabile solo nell&#8217;ambito &#8216;ragazzi&#8217;? È davvero una speculazione tanto più ‘irreale’ o trovate forse ‘bambinesca’ la descrizione del percorso ne ‘Lo Hobbit’? Se al fantasy si contesta l’improbabilità dell’invenzione, dirò ancora una volta l’ovvio, ma tutta la narrativa è ‘invenzione’. Irreale per definizione. Cerchiamo di renderla ‘attendibile’ e ‘fruibile’ ma è e rimane irreale, un gioco di illusione&#8230; Sherlock Holmes non esiste e, all’epoca in cui fu inventato, aveva il sapore di un tipo pittoresco che esaminava il fango e riconosceva più di tot tipi di cenere di sigaro a occhio nudo, identificandone il tabacco. Era irreale esattamente come Beorn o Hugh Beringar. Scrivere la storia di Alessandro Magno ne darà la visione personale da parte dell&#8217;autore; non è una fotografia della &#8216;realtà&#8217;. Iserire l’orario di un treno a Paddington non rende il Bobby della Christie più reale. E il sottomarino del Capitano Nemo all’epoca in cui fu descritto era quel che si potrebbe dire SF. Quindi&#8230; che gran mescolanza!</p>
<p>Eppure tutti questi personaggi hanno una dignità e una vita propria, ciascuno a suo modo, ed è attraverso le scelte narrative a lungo meditate che ce li hanno fatti conoscere. Le lunghe descrizioni ‘fotografiche’ di Child, i dialoghi serratissimi e ‘teatrali’ della Christie e così via&#8230;</p>
<p>Ora: cosa trovate di tanto diverso tra la letteratura per ragazzi ben fatta e il resto? Abbastanza, in alcuni casi, praticamente nulla in altri. Cosa identifica il ‘parco lettori’ di un libro? Quella diversità, che la percepiate coscientemente o meno&#8230;</p>
<p>Vale la pena di decidere prima a chi sarà dedicato il libro che state/stiamo scrivendo? A mio parere no. Certo, l’età dei protagonisti spesso è indicativa di quella dei lettori e soprattutto negli ultimi tempi è stato così. Ma non sempre! Bilbo ha 50 anni quando parte per il suo viaggio. Ne l’Isola Misteriosa non c’è alcun ragazzo. E, in alcuni casi, vale anche il contrario! Ragazzi sono in qualche modo protagonisti di storie talmente ‘forti’ da risultare indigeribili per un pubblico giovane e da dover essere affrontate quando si hanno gli strumenti per farlo.</p>
<p>Infine (e se siete arrivati a leggere sin qui siete liberi di sospirare di sollievo) avrete notato che moltissimi libri citati sono esteri. Ebbene&#8230; cosa cerchiamo negli autori dei libri che compriamo dall’estero e cosa negli autori dei libri che ci vengono dall’Italia? Sento sempre pareri discordanti. Vero è che qui dall&#8217;estero ci arriva solo una scrematura della totale produzione, ma&#8230; è possibile che abbiamo criteri di scelta diversi degli uni e degli altri? Li consideriamo diversamente?</p>
<p>E se sì&#8230; <em>perché</em>?</p>
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		<title>&#8216;Detto&#8217;&amp;&#8217;Non Detto&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 07:43:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Fantastico secondo me]]></category>

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		<description><![CDATA[In realtà magari non dovrei parlarne, perché vi annoierà sicuramente, ma non mi dilungherò troppo, stavolta. Il fatto è che ultimamente mi sono trovata a parlare con qualcuno che mi ha costretto a dire a voce alta una cosa che &#8230; <a href="http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/11/19/dettonon-detto/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=1007&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà magari non dovrei parlarne, perché vi annoierà sicuramente, ma non mi dilungherò troppo, stavolta. Il fatto è che ultimamente mi sono trovata a parlare con qualcuno che mi ha costretto a dire a voce alta una cosa che mi pareva ovvia e più che ovvia&#8230; così ho pensato che forse non lo è, dopo tutto&#8230; di che si tratta?</p>
<p><span id="more-1007"></span>È presto detto: per quel che mi riguarda nello scrivere <em>il detto conta quanto il non detto</em>. Entrambi vanno dosati perché la storia, l’ho già sostenuto altre volte parlando dell’importanza di approfondire, è come un tessuto e se la trama è troppo rada non tiene&#8230; ma se è troppo spessa somiglia alla carta vetrata! Ora, ecco come la penso: non si può dire tutto del percorso psicologico dei protagonisti se non si vuole diventare leziosi o pretenziosi (o scrivere un romanzo rosa&#8230; in quel caso i canoni sono del tutto diversi perché la telecamera è centrata sui due &#8220;innamorandi&#8221; e non sugli avvenimenti, per cui questi ultimi diventano il contorno e l’amore e i rimuginii dei protagonisti il piatto principale). Ciò per diverse ragioni. La prima è che ciascuno ha una parte che tiene nascosta al mondo, anche i personaggi delle storie. Non perché sia segreta ma perché è solo sua. La seconda è che non si può trasformare il carattere dei protagonisti solo perché una frase starebbe bene qui e i lettori la vorrebbero ardentemente (chi lo dice, poi?). La terza è che non si può spiegare ogni singolo dettaglio delle decisioni dei personaggi (con una sorta di esegesi del testo compresa nel testo); l’unica cosa che si può fare è spiegare la ragione di quelle decisioni con <em>ciò che avviene prima</em> e con il <em>come i personaggi si comportano in confronto alle prove che vengono loro sottoposte</em>. Insomma, è un po’ come tracciare una immagine per punti, che poi il lettore <span style="text-decoration:underline;">deve unire da solo</span>.</p>
<p>Ma soprattutto si deve ai personaggi una fedeltà alle scelte iniziali con cui si è tracciato il loro carattere. Io diffido sempre di chi entra troppo nel personaggio rendendolo ‘se stesso’, a meno che non si parli di autobiografia, perché finisce che se ne lascia troppo trasportare.</p>
<p>Insomma, qualcuno dal carattere chiuso non potrà mai fare una dichiarazione d’amore con serenata, ad esempio, e qualcuno che discute sempre molto non diventerà improvvisamente arrendevole per esigenze sceniche, tanto per prendere alcuni esempi banali. Sarà che quando penso a qualcuno che legge penso anche che segua il percorso che chi scriveva gli ha tracciato, ma a modo proprio. Insomma, ditemi voi, ma il “lettore che io sono” colma con la propria interpretazione quei ‘non detto’ che gli vengono forniti. E che, almeno per alcuni personaggi, contano più dei ‘detto’. E così, con alterni risultati, cerco di fare anche io.</p>
<p>In alcuni punti di un racconto si dirà, in altri si suggerirà soltanto, per portare chi legge a concludere da solo, ma con qualche dubbio&#8230; anticipando quel che avverrà nel finale se ci va, in ogni caso non troppo o il lettore si reputerà più intelligente dei protagonisti, immaginerà da sé il finale e non si chiederà invece ‘E ora???’.</p>
<p>Dal mio punto di vista è come stare sempre in bilico e non sempre l’effetto finale riesce come si vorrebbe, ma è una sfida che va affrontata. C’è un lavoro di pesi e misure accuratissime che è necessario quando si scrive e più che necessario quando si legge. Come quando si progetta un ponte vanno fatti i dovuti calcoli di stabilità. O se si progetta un satellite i vari controlli degli automatismi di sistema. Poi, come ovvio, quando i pedoni passano sul ponte o gli utenti usano i dati del navigatore satellitare per andare a casa della ‘zia Giuseppina’ non vogliono conoscere i calcoli.</p>
<p>Nel caso dei libri: non si può dire tutto o il racconto diventa una lista della spesa con informazioni superflue che escono da tutte le parti. Va detto abbastanza, certo, ma va costruito ancora di più, in modo che il lettore immagini e per questo ci vuole un po’ di coraggio. L’approfondimento che mi piace non è un piatto affastellamento di dettagli, insomma. Certo sono pareri. C’è chi sostiene che aggiungo parti inutili. C’è chi sostiene che scavo troppo poco i personaggi. C’è chi sostiene che do per scontato che i lettori ricordino le cose che ho detto una sola volta (ma ripetere in continuazione non mi sembra che migliori la prospettiva). Il punto è che cerco di rendere visibile il personaggio attraverso le cose che gli succedono piuttosto che attraverso dichiarazioni continue di quel che pensa. E preferisco mostrarlo attraverso le sue azioni, se ci riesco.</p>
<p>Lascio, spero, spazio all’immaginazione e all’interpretazione.</p>
<p>D’altronde è questo che rende leggere più bello che altre cose. Ciascuno di noi può colmare quei piccoli spazi di ‘non detto’ con ciò che la nostra fantasia e la nostra sensibilità ci suggeriscono. Altrimenti tutti i libri saranno uguali. Tutti i personaggi gli stessi. Tutte le svolte fondamentalmente identiche e tutti i plot studiati in modo che l’inizio abbia determinati criteri, il colpo di scena sia a pagina 144 e la conclusione, possibilmente con bacio (smack), a 291. Per non dire poi che i libri debbano avere necessariamente 300 pagine scritte larghe. Insomma, avremmo libri tutti uguali. E sarebbe un vero peccato.</p>
<p>Vi lascio con una frase di non ricordo chi, ma che rende molto l&#8217;idea:</p>
<blockquote><p>La nave è al sicuro dentro al porto, ma non è stata costruita per stare dentro al porto. </p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mikimonticelli.wordpress.com/1007/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mikimonticelli.wordpress.com/1007/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mikimonticelli.wordpress.com/1007/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mikimonticelli.wordpress.com/1007/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mikimonticelli.wordpress.com/1007/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mikimonticelli.wordpress.com/1007/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mikimonticelli.wordpress.com/1007/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mikimonticelli.wordpress.com/1007/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mikimonticelli.wordpress.com/1007/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mikimonticelli.wordpress.com/1007/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mikimonticelli.wordpress.com/1007/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mikimonticelli.wordpress.com/1007/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mikimonticelli.wordpress.com/1007/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mikimonticelli.wordpress.com/1007/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=1007&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le Indagini dell&#8217;Ispettore Pym</title>
		<link>http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/11/07/998/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 07:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pepite]]></category>

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		<description><![CDATA[Ah&#8230; dopo circa due secoli di silenzio stampa in cui ho lavorato moltissimo districandomi tra cose urgenti, meno urgenti e urgentissime e in cui voi vi siete sentiti splendidamente liberi dalla mia importuna presenza (ma in cui avete avuto da &#8230; <a href="http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/11/07/998/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=998&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah&#8230; dopo circa due secoli di silenzio stampa in cui ho lavorato moltissimo districandomi tra cose urgenti, meno urgenti e urgentissime e in cui voi vi siete sentiti splendidamente liberi dalla mia importuna presenza (ma in cui avete avuto da leggere se non altro un certo libro), eccomi di nuovo a tormentarvi. Come? <span id="more-998"></span>No. Niente atavici strumenti di tortura. Solo parole, d’altronde non era Twain che diceva (correggetemi se sbaglio) di trovare sciocco perdere sette o otto mesi a scrivere un libro quando per due dollari se ne poteva comprare uno? Ebbene, poiché io mi dedico a questo&#8230; cosa potete aspettarvi venendo a curiosare qui se non sciocche sciocchezze e perdite di tempo?</p>
<p>Dunque, in attesa di annoiarvi ancora di più con un post sul fantastico e sull’invenzione che si compone al rallentatore&#8230; ecco a voi questo insolito&#8230; ehm&#8230; estratto ‘giornalistico’ risalente al lontano 1832 che scovai in una vecchia emeroteca durante una ricerca scolastica e dalla quale ho prudentemente rimosso o alterato i nomi, estratto di cui voglio rendervi partecipi (cosa di cui, spero, mi scuserete&#8230;).</p>
<p><strong>Titolo: Clamorosa scomparsa! – Un caso oscuro</strong></p>
<p><em>“Ancora nessuna notizia dello scomparso scrittore X. Y. Zeta, da tutti conosciuto per le sue opere pluripremiate. Visto il suo carattere non semplice, le incessanti critiche rivolte ad altri autori e le sue frasi spesso citate a esempio di alta letteratura, il suo successo lo aveva reso bersaglio dell’odio di molti, dunque la polizia sospetta tutti gli altri scrittori del suo ambiente, nonché la sua austera governante e il suo barbiere. Non è giunta alcuna richiesta di riscatto, né all’Accademia della Farina di Riso, di cui, pure, egli era un fondatore illustre né all’Editore con cui egli collaborava assiduamente né al Club della Cultura Alta e Solitaria che frequentava di tanto in tanto. Nessuno lo ha avvistato in alcun luogo, sebbene il suo volto sia uno dei più conosciuti. L’ispettore Pym, che si occupa delle indagini, sospetta ormai  che sia stato vittima di omicidio.</em></p>
<p><em>Le ricerche condotte da chi scrive questo articolo sembrano tuttavia aprire una diversa ipotesi d’indagine. Abbiamo infatti ripercorso gli ultimi istanti documentati della fatal giornata dell’Illustrissimo sin dal momento in cui, all’angolo tra via K e via J, cercava di scacciare gli abituali cacciatori di autografi con veemente assicurazione di &#8220;non poter consumare le proprie illustri mani per firmare copie dei suoi libri&#8221; e riceveva le ormai abituali attestazioni di stima per la propria opera dagli appassionati lettori. Proprio allora uno dei presenti racconta di aver avuto l’impressione che accadesse qualcosa d’insolito. “Il cappello gli è caduto sul naso” riferisce “ma non a causa d’un urto o di uno spintone quanto come se la sua testa si fosse rimpicciolita”. Immaginerete come tale testimone non intenda confermare questa sua impressione di fronte alla polizia. Ad ogni modo questa surreale testimonianza sembra trovare parziale conferma nelle altre tracce lasciate lungo la passeggiata dallo scomparso. Dopo essere entrato in un caffè dove è stato visto scacciare a male parole un giovane autore che gli rimproverava d’essersi impadronito di alcune sue idee di cui gli aveva parlato mesi avanti, il barista riferisce di essere rimasto stupito che l’Illustrissimo avesse la giacca più grande della sua misura di almeno mezza spanna e non arrivasse al bancone come suo solito.</em></p>
<p><em>Uscendo dal locale un altro testimone è pronto a giurare che l’Illustrissimo sia inciampato nei propri calzoni, il che lo ha indotto a ridere. X.Y. Zeta lo ha schiaffeggiato con vibranti parole di scherno, ha proceduto lungo il corso V ed è lì che i nostri reporter hanno trovato alcuni dei suoi indumenti indosso a un mendicante.  Egli ha raccontato di averli trovati lungo la strada all’altezza del ponte NN, dove, informata la polizia, l’ispettore Pym ha concentrato le ricerche, sospettando che qualcuno, forse proprio il giovane autore che dicevasi defraudato, lo abbia gettato nel fiume. Ciò che tuttavia i nostri reporter hanno sentito dalle labbra del mendicante, per quanto incredibile, merita di essere raccontato ai nostri lettori. </em></p>
<p><em>Pur rendendosi conto dell’assurdo, egli sostiene di averlo visto rimpiccinire mentre procedeva verso il ponte da solo, senza degnare di uno sguardo nessuno e brontolando acremente. “Diceva che avrebbe dovuto cambiare città poiché questi stolti provinciali non davano tregua al suo genio e che avrebbe dovuto cambiare cappellaio perché il suo era diventato pazzo, e sarto perché non era possibile usare stoffa così scadente per confezionare i suoi abiti visto che si slargava tanto al minimo movimento” confermava ieri alle nostre domande. Non sapendo nemmeno chi fosse, racconta quindi di averlo visto procedere verso il centro città con ormai le dimensioni di un bimbetto a cui gli occhiali cadevano dal naso in un modo intollerabile. E racconta anche che, poco dopo, seguendolo, lo ha visto ridursi ancora nelle dimensioni e infine scomparire in un borbottio di protesta, lasciando indietro abiti, occhiali e cappello. Confermiamo che l’ispettore Pym, informato delle nostre risultanze, ha trovato effettivamente degli occhiali presso il ponte, coi vetri rotti.</em></p>
<p><em>Ai nostri lettori lasciamo la valutazione di questa ricostruzione nella sua totale oscurità, ma invitiamo anche a considerare che l’esagerata immodestia dell’Illustrissimo gli sia stata causa di un restringimento corporeo, quasi a interpretazione letterale di un vecchio modo di dire: la presunzione rende l’uomo piccolo.</em></p>
<p><em>Confidando nelle ulteriori indagini dell’ispettore Pym, terremo i nostri lettori informati di qualsiasi novità riguardo alla celeberrima scomparsa”.</em></p>
<p>PS: Sì, avete indovinato Pym è un omaggio a un ben più famoso e letterario Pym, protagonista di ben altre avventure!!!</p>
<p> <img src='http://s2.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mikimonticelli.wordpress.com/998/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mikimonticelli.wordpress.com/998/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mikimonticelli.wordpress.com/998/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mikimonticelli.wordpress.com/998/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mikimonticelli.wordpress.com/998/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mikimonticelli.wordpress.com/998/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mikimonticelli.wordpress.com/998/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mikimonticelli.wordpress.com/998/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mikimonticelli.wordpress.com/998/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mikimonticelli.wordpress.com/998/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mikimonticelli.wordpress.com/998/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mikimonticelli.wordpress.com/998/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mikimonticelli.wordpress.com/998/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mikimonticelli.wordpress.com/998/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=998&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Copertina!</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 06:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cornelia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok! Quindi, come promesso e a pochi giorni dall&#8217;uscita: eccola qui, tutta opera di Silvia Bigolin! E vedrete le illustrazioni interne! Spero che oltre alla copertina vi piacerà anche il contenuto&#8230; se ne avete voglia, quindi, buona lettura!<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=987&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-988" title="Cronache della Valle Nascosta I" src="http://mikimonticelli.files.wordpress.com/2011/10/copertina-oltre-la-frontiera.jpg?w=106&#038;h=150" alt="" width="106" height="150" /></p>
<p>Ok! Quindi, come promesso e a pochi giorni dall&#8217;uscita: eccola qui, tutta opera di Silvia Bigolin! E vedrete le illustrazioni interne! <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Spero che oltre alla copertina vi piacerà anche il contenuto&#8230; se ne avete voglia, quindi, buona lettura!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mikimonticelli.wordpress.com/987/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mikimonticelli.wordpress.com/987/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mikimonticelli.wordpress.com/987/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mikimonticelli.wordpress.com/987/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mikimonticelli.wordpress.com/987/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mikimonticelli.wordpress.com/987/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mikimonticelli.wordpress.com/987/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mikimonticelli.wordpress.com/987/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mikimonticelli.wordpress.com/987/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mikimonticelli.wordpress.com/987/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mikimonticelli.wordpress.com/987/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mikimonticelli.wordpress.com/987/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mikimonticelli.wordpress.com/987/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mikimonticelli.wordpress.com/987/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=987&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Cronache della Valle Nascosta I</media:title>
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		<item>
		<title>Cronache della Valle Nascosta &#8211; Oltre la Frontiera</title>
		<link>http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/09/19/cronache-della-valle-nascosta-oltre-la-frontiera/</link>
		<comments>http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/09/19/cronache-della-valle-nascosta-oltre-la-frontiera/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 06:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cornelia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà in libreria se tutto va bene il 4 ottobre 2011 (sì, tra pochissimo) il primo libro della nuova trilogia sulle avventure di Cornelia&#38;Co. in cui partirete, come vi avevo anticipato, in modo un po’ differente&#8230; Non temete, come vi &#8230; <a href="http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/09/19/cronache-della-valle-nascosta-oltre-la-frontiera/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=982&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà in libreria se tutto va bene il <span style="color:#ff0000;"><em>4 ottobre 2011</em></span> (sì, tra pochissimo) il primo libro della nuova trilogia sulle avventure di Cornelia&amp;Co. in cui partirete, come vi avevo anticipato, in modo un po’ differente&#8230;</p>
<p>Non temete<span id="more-982"></span>, come vi dicevo, dovreste raccapezzarvi senza problemi &#8211; come ovvio &#8211; se siete lettori della precedente serie ma anche se non lo siete affatto quindi, se vi solleticasse la curiosità, potete provare a dargli un’occhiata!</p>
<p>Già da adesso vi auguro buon viaggio nella Valle Nascosta e&#8230; a presto!!!</p>
<p>PS: La copertina somiglia molto a quella che trovate in rete (sperduta), anche se con alcune modifiche, comunque appena reperirò il definitivo in un formato che non ‘impalli’ la pagina del blog lo metterò qui! Insomma, davvero manca poco&#8230; incrocio le dita e, di nuovo, a presto! <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mikimonticelli.wordpress.com/982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mikimonticelli.wordpress.com/982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mikimonticelli.wordpress.com/982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mikimonticelli.wordpress.com/982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mikimonticelli.wordpress.com/982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mikimonticelli.wordpress.com/982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mikimonticelli.wordpress.com/982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mikimonticelli.wordpress.com/982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mikimonticelli.wordpress.com/982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mikimonticelli.wordpress.com/982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mikimonticelli.wordpress.com/982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mikimonticelli.wordpress.com/982/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mikimonticelli.wordpress.com/982/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mikimonticelli.wordpress.com/982/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=982&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Via delle Pagine Perse</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 06:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pepite]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so se ci avete mai fatto caso ma a me succede spesso. Avete appena letto qualcosa, i vostri appunti, un giornale, le vostre scartoffie in ufficio o magari stavate ripassando il libro di geografia, greco antico o la lezione di &#8230; <a href="http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/09/10/via-delle-pagine-perse/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=972&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se ci avete mai fatto caso ma a me succede spesso. Avete appena letto qualcosa, i vostri appunti, un giornale, le vostre scartoffie in ufficio o magari stavate ripassando il libro di geografia, greco antico o la lezione di meccanica quantistica, e d’un tratto leggete una frase tremenda. Un’affermazione che vi fa bloccare il cuore in gola e che, <em>cavoli</em>, mette in dubbio tutto quello che avevate letto e creduto di capire perfettamente fino all’istante prima.<span id="more-972"></span></p>
<p>Il vostro mondo trema. Quanto sarà passato da quando eravate così tranquilli e pacifici&#8230; due, tre millisecondi?</p>
<p>Sì, lo so, voi siete poetici e direte: è un’intera stagione della vita per il <em>moscerino della frutta</em> o magari per un <em>acaro</em> (non ho idea di quanto viva un acaro). È meno di un atomo di tempo rispetto alla vita del nostro caro buon vecchio Sole o dell’Universo intero. Ma guardiamo il tutto in termini umani.</p>
<p>Uno schiocco di dita? Un battito di ciglia? Uno starnuto?</p>
<p>Ebbene, in quel millisecondo (vita, eone, starnuto) il vostro castello di sabbia così ben costruito comincia a scricchiolare. <em>Tlocchete</em>&#8230; una torretta cade. È piccola, quasi ininfluente, pensi sulle prime. E riprendi a leggere ma&#8230; <em>tlocchete</em>&#8230; ecco crollare un muro, stavolta più grande. Qualcos’altro non torna. “<em>Uhm</em>”, pensi, “<em>Qui presto altro che castello! Ci saranno le sabbie mobili&#8230; che faccio?</em>” Ma non c&#8217;è scelta per me. Non c’è altro che rivedere il progetto del castello. Il che significa che bisogna che corra indietro e vada a vedere cosa esattamente non va. In genere ricordo sempre <em>distintamente</em> un punto in cui mi pareva di aver capito la mefistofelica equazione, o il punto esatto dove avevo letto che la tal cosa era tale e non talaltra&#8230; ma per qualche ragione <strong><em>non lo trovo più!</em></strong></p>
<p>Colta da ansia improvvisa, sistemo dei puntelli al mio metaforico castello e corro indietro; cerco, cerco e cerco ancora. Pagine avanti, indietro, di nuovo avanti e poi di nuovo indietro, ma nulla. Altri scricchiolii mi avvertono che ci saranno altri inesorabili crolli, così intensifico le ricerche. Le dita si muovono febbrili lungo le pagine. “<em>Qui no, qui no&#8230; ma dove caspiterina avevo letto quella cosa? Perché non mi sono segnata la pagina?</em>”, mi chiedo, come se fosse possibile segnarsi la pagina di tutte le “<em>frasi di svolta</em>” o le “<em>cose utili</em>” che si trovano in un libro, quale che sia il genere. Mi fermo, chiudo gli occhi, cerco di pensare meglio, di concentrarmi, mi pento di non aver mai appreso qualche miracolosa tecnica di meditazione, ma per quanto cerchi non la trovo nemmeno adesso.</p>
<p>Persa. Andata. Sembra quasi che non sia mai stata stampata. Dov’è finita?</p>
<p>Se ve lo state chiedendo anche voi per via di qualche pagina che avete perso negli anni, vi interesserà sapere che probabilmente è là insieme alle altre pagine perse, radunate a formare una sorta di surreale viuzza. Non credevo esistesse qualcosa di simile ma mi ci sono trovata davanti inaspettatamente e non ho potuto fare altro che guardarla, ammutolita, e prendere nota della sua indiscussa esistenza. Un lastricato di pagine come non avevo mai visto che prendeva il via da dietro un cancelletto di cartone su cui era appunto scritto con un pennarello sbavato: ’Via delle Pagine Perse’.</p>
<p>C’era un vero mosaico di argomenti, carta, inchiostri e via dicendo accumulati da quando gli amanuensi copiavano libri interi e da quando si stamparono i primi volumi; appunti dimenticati e notarelle scritte a mano; se non sbaglio ho intravisto persino cose incise in tavolette con il cuneiforme A&#8230; uno strano posto, sì. Per un istante l’ho scorto da dietro una vecchia scaffalatura in una libreria. Sembrava una stradicciola improbabile, in un posto ancor più improbabile, e non ho fatto in tempo a dire nulla né a chiamare qualcuno, che mi sono voltata e non c’era più. Guarda caso in quel momento, la libraia si è aggiustata gli occhiali sul naso e ha borbottato al cliente che le aveva chiesto un certo volume: “<em>Ma dov’è? Non riesco a trovarlo, eppure era qui un attimo fa, proprio in questa pagina! Che abbia sbagliato catalogo? Eh, la vecchiaia! Eppure giurerei&#8230;</em>”</p>
<p>Adesso, a pensarci, mi viene da ridere ma lì per lì un brivido m’è corso lungo la schiena.</p>
<p>E se avessi mosso qualche passo su quel sentiero? Dove sarei finita? Avrei ritrovato qualche pagina smarrita negli anni di studio? O qualche mio rigo da scribacchino, magari &#8211; <em>si sa, le pagine perse sono sempre le migliori che si fossero mai scritte, forse proprio perché sono perse</em>&#8230;? A guardare di sfuggita, di ‘mie’ non ne ho viste e forse è decisamente meglio così&#8230; se mi fossi addentrata per accertarmene temo che avrei rischiato di smarrirmi tra quelle degli altri!</p>
<p>Insomma, c’era una strana atmosfera confusa e smemorata intorno a quella viuzza e così ho pensato fosse meglio avvertire chi abituaslmente smarrisce pagine e frasi qui e là. Probabilmente (proprio come per <em>quei famosi negozietti</em> di cui parla Pratchett), se oltrepassate il cancello non saprete più quando potreste uscirne o dove. Se comunque vi capitasse di vedere quella via e voleste proprio esplorarla, bè&#8230; non oso dirvi altro che <em>buona fortuna</em>! Ma portatevi almeno una pila e qualcosa da mangiare&#8230; per ogni evenienza!!!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mikimonticelli.wordpress.com/972/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mikimonticelli.wordpress.com/972/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mikimonticelli.wordpress.com/972/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mikimonticelli.wordpress.com/972/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mikimonticelli.wordpress.com/972/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mikimonticelli.wordpress.com/972/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mikimonticelli.wordpress.com/972/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mikimonticelli.wordpress.com/972/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mikimonticelli.wordpress.com/972/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mikimonticelli.wordpress.com/972/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mikimonticelli.wordpress.com/972/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mikimonticelli.wordpress.com/972/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mikimonticelli.wordpress.com/972/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mikimonticelli.wordpress.com/972/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=972&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Settembre</title>
		<link>http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/09/01/settembre/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 05:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed Eventuali]]></category>

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		<description><![CDATA[E così ci siamo! Settembre è il tempo del ritorno al lavoro, a scuola o comunque alle nostre cose di tutti i giorni; è fortunatamente il tempo in cui il caldo torrido si alleggerisce e si prepara il nuovo autunno &#8230; <a href="http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/09/01/settembre/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=966&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così ci siamo! Settembre è il tempo del ritorno al lavoro, a scuola o comunque alle nostre cose di tutti i giorni; è fortunatamente il tempo in cui il caldo torrido si alleggerisce e si prepara il nuovo autunno e io voglio presentare ufficialmente adesso il blog rinnovato e corretto.<span id="more-966"></span></p>
<p>Molti di voi diranno &#8216;<em>che gran novità, eh</em>&#8216; perché l’hanno già visto ma altri ci capiteranno nei prossimi giorni o mesi&#8230; bè, i cambiamenti sono evidenti, per quel che riguarda la schermata e l’immagine nella testata, ma sono anche relativi al contenuto. Ho diviso gli ‘Scarabocchi’ in gruppi, così non avrete problemi a capire a chi si riferiscono i disegni (basta che guardiate la bandierina se volete saperne di più). Spero che riuscirò ad aggiungerne altri, ma non so quando&#8230;</p>
<p>Troverete cambiata la pagina ‘I miei libri’ non perché ci siano grandi nuove notizie ma perché l’ho resa, spero, un po’ più organica e ho inserito le varie copertine (comprese quelle delle edizioni economiche là dove c’è un’edizione economica). Forse qualche altra cosa cambierà anche nei prossimi mesi, qui e là, ma la maggior parte delle modifiche è operativa. Quella principale risiede nel fatto che ora è possibile inserire commenti <em>solo in fondo agli articoli</em>&#8230; per ragioni di spazio prima di tutto, ma anche di comprensibilità! Ho cercato e sto cercando di dividere ancor più gli articoli per argomenti e trovate la lista (com’è al momento e come sarà via via che aggiornerò) in fondo alle pagine, così che potrete inserire le vostre osservazioni <em>ad hoc</em> senza perdere troppo tempo a cercare il punto adatto.</p>
<p>Resta invece inalterata la pagina ‘Scrivetemi’. Sempre che abbiate pazienza per ottenere risposte. Cerco di essere abbastanza rapida e di tenere in ordine la posta ma, e di questo vi ringrazio, comincia a diventare tanta! <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Insomma, benvenuti nel nuovo-vecchio blog! Non è cambiato poi molto ma è cambiato abbastanza&#8230; spero che vi troverete bene anche qui o magari meglio, perché no?</p>
<p>A presto con nuove notizie e nuove sciocchezze!</p>
<p> <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mikimonticelli.wordpress.com/966/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mikimonticelli.wordpress.com/966/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mikimonticelli.wordpress.com/966/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mikimonticelli.wordpress.com/966/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mikimonticelli.wordpress.com/966/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mikimonticelli.wordpress.com/966/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mikimonticelli.wordpress.com/966/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mikimonticelli.wordpress.com/966/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mikimonticelli.wordpress.com/966/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mikimonticelli.wordpress.com/966/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mikimonticelli.wordpress.com/966/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mikimonticelli.wordpress.com/966/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mikimonticelli.wordpress.com/966/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mikimonticelli.wordpress.com/966/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=966&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Occupazioni estive</title>
		<link>http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/08/01/occupazioni-estive/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 06:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miki</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed Eventuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva agosto e il blog va in letargo&#8230; più o meno come l’anno scorso. Sarà ancora aperto se volete lasciare commenti, ma non ospiterà nuovi articoli in attesa di settembre, quando potreste trovarlo persino un po’ cambiato! Dato che però &#8230; <a href="http://mikimonticelli.wordpress.com/2011/08/01/occupazioni-estive/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=754&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva agosto e il blog va in letargo&#8230; più o meno come l’anno scorso. Sarà ancora aperto se volete lasciare commenti, ma non ospiterà nuovi articoli in attesa di settembre, quando potreste trovarlo persino un po’ cambiato!</p>
<p>Dato che però è estate<span id="more-754"></span>, e che una delle occupazioni favorite dell’estate oltre a leggere (cosa che farete di certo anche senza bisogno del mio ‘aiuto’) è fare cruciverba, quest’anno voglio lasciarvi con una semplice <em>linotipia</em> in tema ‘corneliesco’. Giusto per ingannare il tempo.</p>
<p>Non sarà proprio delle migliori perché fatta dalla sottoscritta (in tempi remoti per una presentazione), ma si tratta di un semplicissimo gioco enigmistico e, se non avete mai provato uno, vi invito a tentare! Ovviamente stampandovi il papiro, perché non è un gioco interattivo!</p>
<p>Insomma: ogni parola al suo posto e ogni posto alla sua parola!</p>
<p>Buoni incastri e buon agosto! <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://mikimonticelli.files.wordpress.com/2011/08/linotipia-cornelia-copia.jpg"><img class="size-full wp-image-755 aligncenter" title="LINOTIPIA-CORNELIA" src="http://mikimonticelli.files.wordpress.com/2011/08/linotipia-cornelia-copia-e1312178925797.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;">PADIGLIONE – CASATORRE – SPARVIERO – CORNELIA – FARLETTO FOLLETTI – COBOLDI – CORRADO – DINEDAN – GRIFONE – QUERCIA SEGUGIO – ARIETE – GIUSTO – CIELO – NEXNOX – ORIOLO – ANDER    GRILLO – OMBRA – TROVA – LUNA – MAGO – DEL – COL – TIC &#8211; IL</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mikimonticelli.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mikimonticelli.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mikimonticelli.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mikimonticelli.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mikimonticelli.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mikimonticelli.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mikimonticelli.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mikimonticelli.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mikimonticelli.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mikimonticelli.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mikimonticelli.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mikimonticelli.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mikimonticelli.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mikimonticelli.wordpress.com/754/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mikimonticelli.wordpress.com&amp;blog=11223608&amp;post=754&amp;subd=mikimonticelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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